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più consapevoli di come usiamo internet = più liberi

..cos’è il CyberBullismo?

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Il cyberbullismo è un modo di deridere, insultare e far star male gli altri attraverso internet; possiamo considerarlo come uno sfogo di rabbia che alcuni soggetti indirizzano contro altri. Le persone vittime di bullismo e cyberbullismo sono nella maggior parte dei casi innocenti: vittime o individuate a caso, o scelte in quanto giudicatie fragili e sole quindi facili da vincere. Purtroppo, spesso codeste si ritrovano al compimento di atti estremi, dovuti alla perdita di dignità e alle derisioni da parte dei propri “amici” o presunti tali.

Il cyberbullismo si può trovare in due forme: una virtualizzata classica portata avanti attraverso insulti leggeri, scherzi e piccole risate e una distruttiva che si esprime attraverso ricatti o insulti gravi e personali. Solitamente viene compiuto bullismo perché si è gelosi, perché ci si vuole sfogare e perché prendendocela contro uno più debole si ha la falsa percezione di essere forti; i bulli in realtà sono persone che nascondono la propria debolezza prevaricando sugli altri, ostentando la propria superiorità su soggetti considerati “inferiori”.

Mi e Vi chiedo: PERCHè SI ARRIVA A TANTO?

Questo fenomeno si può combattere, si deve combattere, bisogna cercare di parlare degli attacchi subiti con parenti, genitori, insegnanti o amici in modo da trovare una soluzione senza tenersi la “TEMPESTA”di sentimenti negativi dentro, al contrario il rischio è quello di esplodere distruggendo mentalmente la vittima. Non trasformiamo insulti in ricatti; il cyberbullismo può diventare molto peggio, una volta entrati in quel vortice, infatti, può essere molto lungo e doloroso uscirne se non adeguatamente aiutati..

BISOGNA ESSERE PiU’ FORTI, BISOGNA SFORZARSI DI ESSERE MIGLIORI CON GLI ALTRI PERCHE’ SIAMO TUTTI UGUALI !!!

(Giorgia G. & Aurora L. scuola Verdi)

 

“Favole in wi-fi”, una raccolta di storie per imparare a navigare con consapevolezza!

Il 29 gennaio, alla Feltrinelli di Via Farini di Parma, Christian Stocchi presenterà la sua raccolta di favole per far riflettere bambini e ragazzi sul mondo di internet ! Noi dobbiamo ancora leggerle..ma siamo molto curiosi di andare a vedere di cosa si tratta! Fateci sapere cosa ne pensate anche voi!!

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Vi lasciamo a questo indirizzo l’intervista che l’autore ha rilasciato per la Repubblica!

http://libri-parma.blogautore.repubblica.it/2017/01/20/christian-stocchi-una-favola-contro-cyberbulli-e-insidie-del-web/

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REALTA’ vs REALTA’ VIRTUALE

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“Quando guardiamo Instagram, possiamo subito notare che ci sono persone apparentemente “perfette”: belle, atletiche, salutiste, che mangiano cibi sani, che sono sempre alla moda. Nella maggior parte dei casi però stanno fingendo e la loro vita è ben diversa da quella che rappresentano su internet.
Queste sono le persone che utilizzano, a mio avviso, i social  nel modo errato. Invece di pubblicare le immagini a scopo creativo oppure per mostrare come si svolge la loro vita reale agli amici lontani o che non vedono frequentemente, mostrano una realtà inesistente solo per piacere AGLI ALTRI o per ottenere tanti commenti positivi (i “like” o gli “heart”).
Chi si comporta in questo modo finisce per imbrogliarsi da solo: entra in un mondo che esiste solo nella sua testa e sarà sempre meno in grado di affrontare la realtà.
Chi continua a fingere solo per piacere AGLI ALTRI potrebbe non piacere piu’ a se stesso, isolarsi e diventare triste.
I veri amici di queste persone potrebbero non riconoscerle più a causa del loro diverso modo di comportarsi e di vivere, che è soltanto virtuale, e poco alla volta potrebbero  abbandonarla.”

(Chiara F.,-IA, Maria Luigia-)

..ma perché van cosi di moda gli smartphone?

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Perché in Italia e nel mondo in generale van così di moda i cellulari?

Questa è a mio avviso una domanda molto interessante a cui tutti dovremmo cercare di dare la nostra risposta.

Prima, quando non esistevano, la vita era secondo me più facile bella e gioiosa, perché tutte le persone stavano insieme e vivevano emozioni intense mentre ora, a mio avviso, è diventata un po’ più brutta perché gli uomini non sembrano più interessati gli uni agli altri, ma sembrano vivere solo in funzione del proprio smartphone.

..immaginatevi una ragazza, una ragazza che si sveglia e la prima cosa che vede è suo marito che guarda il telefonino;

..immaginate ora un’altra ragazza che mentre riceve la dichiarazione di matrimonio dal suo futuro marito si accorge che l’uomo è intento anche a far un video per poter poi postare sui social l’evento ai suoi conoscenti;

..perchè un bambino che vuole giocare con i suoi amici si deve sentir rispondere che non possono perchè stanno giocando a “clash royal” quando si è usciti per stare tutti insieme?

..perchè un bambino che ha voglia di passar del tempo con i suoi genitori deve aspettare che finiscano di chattare su facebook?

Il cellulare se usato senza consapevolezza e senza farsi delle domande può rovinar delle amicizie o delle coppie felici che senza accorgersene si possono trovare a dar più importanza a quell’aggeggio maledetto che ai propri amici/compagni.

Connesso ad un uso inconsapevole del telefono, vi è anche il bullismo (molto sviluppato in tutto il mondo) così chiamato perchè i bulli scelgono vittime più deboli di loro e li prendono in giro. Il bullismo che utilizza il telefono per diffondersi attraverso messaggi brutti e offensivi nel web è definito cyberbullismo e non è meno pericoloso del primo..anzi!

I bulli sono, in realtà e oltre all’apparenza, persone molto deboli nel proprio cuore; per sconfiggere questo fenomeno l’unica via è quella di ABBRACCIARE IL BULLO, cioè sforzarsi di capire che in realtà è proprio lui il più debole che ha bisogno del nostro aiuto !!

(Matteo Z.; II’b-Maria Luigia-)

“L’ Arte del Selfie”

In settimana abbiamo “fatto visita” alla scuola elementare di Vicofertile “Padre Lino Maupas”, ad accoglierci abbiamo trovato quest’opera contemporanea dal titolo ” l’arte del Selfie” in cui i ragazzi di V’a e V’b hanno potuto ritrarre se stessi…su carta con matite e colori, liberi dai modelli e dalle inquadrature presenti sui social !

Non possiamo dir altro che: mi piace!!

L’importanza del silenzio

img_0891.. il Silenzio serve a riflettere su ciò che si ha:

momenti di silenzio durante la giornata possono aiutare ad entrare in contatto con noi stessi, per ascoltarci maggiormente, mettere a fuoco i nostri obiettivi e tener lontane ansie e paure che chiunque può incontrare nella propria vita quotidiana.. capendo più a fondo se stessi si potranno capire più a fondo anche gli altri in modo da poter vivere tutti insieme nel modo più sereno e felice possibile !

(Giulia C.; Ic Maria Luigia)

Preferiamo che un amico ci venga a trovare o che ci scriva un messaggio?

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Ecco, questa è la domanda che mi faccio quando sono solo. Io preferisco che i miei amici mi vengano a trovare piuttosto che mi mandino un messaggio; mi sento sicuramente meglio quando ho qualcuno accanto al mio compleanno, quando sono triste, quando non sto bene, ma anche quando sto a meraviglia! Perchè così sento di fidarmi di quella persona, perchè, se mi arriva un messaggio con scritto “Tanti auguri P.!” non so se lo pensa davvero; invece, faccia a faccia, se mi viene a trovare, capisco quello che prova e che sono importante.

P., scuola Toscanini Parma

Perché è più facile fare quello che fanno tutti ed è più difficile SCEGLIERE?..perchè ci uniamo ai cyberbulli?

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La domanda che ci è stata posta è: “come mai se un ragazzo popolare prende in giro qualcuno, poi è più facile che anche gli altri lo facciano?”

Già… chissà perché… E’ difficile rispondere.

Io penso sia perché è più facile seguire gli altri, mischiarsi nella folla, puntare il dito contro, invece di essere puntati. Comodo, eh?

Ma confesso che anche io a volte mi nascondo dietro gli altri, a volte punto il dito contro qualcuno. Perché opporsi a qualcuno di popolare ti fa venire paura di essere esclusi, di venire puntati.

Ma come mi sento in quei momenti? Al sicuro? A volte si, ma altre (sempre più frequenti) mi sento strana, in colpa, mi sento una codarda. Perché in fondo è questo chi indica qualcun altro con il dito, isolandolo, spingendolo via da sé, mentre lui è al sicuro nell’ anonimato. Ci si potrebbe scusare dicendo: “ok ma non ero l’unico”. Se ci chiedessero: “cosa state facendo?” potremmo rispondere: “non è una idea mia. Non è colpa mia”. E allora? Che cosa importa? E’ anche colpa nostra se la “vittima” sta soffrendo. Siamo anche noi dei “persecutori” se non prendiamo le sue difese. Non siamo gli unici, ok, ma è un buon motivo per non smettere?

 In fondo, sono queste le domande che ci fanno capire chi siamo e da che parte vogliamo stare. E non importa se si hanno 12 anni oppure 46 o 90. La domanda è sempre la stessa: “Abbiamo il coraggio di essere noi i primi ad aiutare un amico preso in giro (cosa che un giorno capiterà a tutti)? Abbiamo il coraggio di opporci a chi è popolare? Di dire “no basta, io non ci sto” ?

Io spero di poter rispondere si.

M. S. Z., 2E (scuola media Fra Salimbene)

Quanto tempo è giusto passare su internet o ai videogiochi?

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Questa è una delle domande che più spesso ci fanno i ragazzi…ma c’è una risposta valida per tutti? Un consiglio standard a cui fare riferimento?

La risposta è : imparate ad ascoltarvi e ad ascoltare il vostro corpo…chi meglio di voi sa quando è tempo di mettere da parte le tecnologie o usarle per chiamare un amico e fare un giro? ascoltare un po’ di musica, andare al parco, mangiare una pizza super-unta, fare a gara a chi si mette meglio lo smalto?

Certo, all’inizio non sarà semplice..il tempo al computer o sui video giochi trascorrerà probabilmente molto veloce (leggete gli altri articoli per capire come mai…e come fanno ad attirare tanto la nostra attenzione! 😉 )..e allora potete chiedere una mano a un genitore, un amico o a un timer sul telefono che vi dica quando smettere e che è trascorso troppo tempo…ma quando focalizzerete l’attenzione sul vostro corpo, sarà lui a darvi dei segnali! Il vostro corpo siete voi e se iniziate ad avere mal di testa, sentite che le gambe “friggono”, che gli occhi iniziano a bruciacchiare un po’..beh..quello è il segnale di stop! Un segnale che arriva direttamente da voi stessi e che va ascoltato perchè vi indirizza verso la felicità.. è come se vi stesse dicendo “Hey Johnny, se continui così non saremo felici! Molla qui il tablet che adesso abbiamo voglia di fare altro!” . Il corpo è un nostro alleato, sa molto bene cosa ci fa stare bene e cosa ci rende tristi!

…e dopo aver ascoltato i segnali di stop??? non vi resta altro che lanciarvi su una di quelle cose/attività/amico…che vi fanno sentire felici 😀

Sara Malagoli (psicologa)

 

 

 

Videogames vs Vita reale

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Secondo noi quali sono le differenze tra il gioco reale e quello virtuale? Le differenze sono tante e ben evidenti: innanzitutto nel gioco virtuale non si ha il rapporto faccia a faccia con le altre persone, e questo può portarci a preferire il primo per evitare le critiche dirette e le conseguenti emozioni di imbarazzo e vergogna anche se il secondo ci da più soddisfazione. Nei videogiochi si ha la possibilità di “resettare la partita” (mentre nella vita reale si ha solo un’occasione perciò si da tutto per riuscire nell’ intento); si può scegliere la “modalità facile” per vincere da subito e senza fatica (nella vita reale al contrario per vincere bisogna impegnarsi continuamente e sudare) e si può “metter in pausa” per prendere tempo e prepararsi al meglio. La differenza più visibile è sicuramente che nei “games” basta muovere le dita comodamente seduti sul divano mentre nei giochi al parco si corre,si suda, ci si relaziona agli altri e non si devono seguire delle missioni decise da altri ma si può fare ciò che si crede migliore. Sicuramente i videogiochi permettono di sperimentarsi in avventure nuove in mondi inventati ma in fin dei conti restano sempre una simulazione di qualcosa di virtuale, che finisce nel momento in cui spegnamo la console. Il gioco virtuale infine può causare dipendenza mentre il gioco reale crea solo divertimento e stimoli positivi.

Detto ciò vi consigliamo di raggiungerci al campetto!!

(Sean Id, Luca Ic, Cristian Ia -Scuola Verdi-)

Le diversità…o VARIETA’.. come valore

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Oggi vorrei parlare del perché a volte è più facile seguire una moda piuttosto che esser se stessi.

Per seguire una moda basta infatti guardarsi intorno ed imitare gli altri in quello che fanno, senza bisogno ne di distinguersi, ne tantomeno di chiedersi se quello che facciamo ci fa star realmente bene..questo, alla lunga, potrebbe farci perdere la nostra vera identità. Essere se stessi invece, da una parte ci fa star bene perché facciamo quello che desideriamo, ma dall’altra porta con se il rischio di esser visti e giudicati dagli altri come“diversi”, il che significa essere esclusi o ridicolizzati anche attraverso atti di bullismo. Questo non vuol dire che essere sé stessi è sbagliato, anzi, ma solo che esser se stessi di fronte agli altri non è per niente facile, come non è semplice liberarsi dalle mode. Un esempio è il film “Basta guardare il cielo” che mette in relazione due ragazzi: Kevin, molto intelligente ma piccolo, e Max, grande e forte ma timido e poco socievole. I due combinano le loro diversità e questo permette loro di non avere problemi in niente e di godersi al massimo la vita..
Possiamo perciò concludere che le diversità sono molto utili e che andrebbero viste come possibilità per crescere..

(P.L., Id -Don G.Cavalli-)

Io credo nell’ Amicizia

 

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IL BULLISMO

Parlatene,
parlate sempre,
di tutto,
perchè i silenzi sono pietre,
le pietre diventano muri,
e i muri dividono..
Le vittime di bullismo si isolano,
le persone attorno a noi deludono.
Prima di agire mettiti nei panni dell’altro,
anche se sei bullo, pensa…
per scherzare e ridere, ferisci le persone,
non scegliere di esser dentro o fuori..
scegli di essere.

..PERCHE’ IO CREDO NELL’AMICIZIA
perché va oltre alla cattiveria,
perché i veri amici ti proteggeranno sempre,
perché “combatterà contro tutto rimanendo in piedi”
e perché è come una stella..
brilla nell’infinito.

(Camilla Id, Arianna e Aurelia Ib -Scuola Verdi-)

 

Il famigerato “gruppo classe” di WhatsApp

 

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Abbiamo notato che nelle classi delle scuole elementari e medie c’è spesso la presenza di un “gruppo classe” dove ci si scambiano i compiti e si parla un po’ di tutto… Spesso però su questi gruppi oltre a crearsi inutili “catene” che rischiano di bloccare il cellulare, si inviano foto e video non adatti alla nostra età ma che siamo obbligati a guardare anche contro voglia; non possiamo infatti sapere il contenuto di un video prima di averlo aperto.
La presenza di un gruppo classe contribuisce anche a prese in giro che spesso di persona non si riescono a comunicare.. Le prese in giro, gli scherzi o le battute posso avere varie conseguenze, dipende infatti da chi vengono subite: c’è  chi capisce che è uno scherzo, e quindi continua a scherzare con i compagni, ma c’è anche chi se la prende (o perché non capisce il tono ironico o perché di carattere più permaloso) e finisce con il rovinare la relazione d’amicizia e il clima all’interno del gruppo o della classe…. Parlando di scherzi e di prese in giro, c’è da aggiungere che quasi sempre nelle scuole medie ci sono i bulli, e spesso ragazzi e ragazze sono “vittime di bullismo”. Per combattere questi ragazzi (che spesso sono diventati così per problemi più seri negli ambienti che frequentano) si cerca di stare sempre insieme e di parlarne a scuola e in classe con persone adulte e quindi più esperte di noi che possono magari già aver passato un periodo simile… Bisogna dirlo SUBITO in modo da poter intervenire prima che la situazione peggiori irrimediabilmente; stare insieme è fondamentale perchè insieme si riesce a fare tanto.. proprio come un branco di lupi infatti fanno paura ad un singolo uomo e scappano davanti ad un gruppo di persone, così vale per il bullo che trovandosi solo sarà costretto a cambiare lasciando stare gli altri..

(M.F., Id – Parmigianino)

 

Isolati in mezzo agli altri..

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  In occasione del secondo incontro del progetto “cittadinanza digitale” abbiamo guardato  “I forgot my phone”, un video che descrive la vita quotidiana di una ragazza sempre in compagnia di amici in perenne contatto con lo smartphone. In una scena, ad esempio, questa ragazza era con una sua amica al ristorante e,  nell’attimo di brindare, l’amica ha estratto il cellulare per farsi un selfie provocando emozioni di tristezza ed esclusione nella protagonista (l’intera giornata di questa ragazza era caratterizzata dalla compagnia di persone più interessate alla relazione con il telefono che a quella con lei!!)..

Spesso noi ragazzi (ma la stessa cosa si potrebbe dire anche per gli adulti) non ci rendiamo conto di quante cose perdiamo ( una risata, una battuta o semplicemente una confidenza di un nostro amico) mentre siamo in compagnia dei nostri amici e ci mettiamo al telefono.. chattare, messaggiare, telefonare o navigare (anche solo per guardare il risultato di una partita!!) sono infatti attività che finiscono per rubarci tanto tempo, e che possono isolarci anche se siamo in mezzo agli altri.
In molti oggi abbiamo uno smartphone, e diciamo la verità troviamo sempre un motivo per accenderlo e per guardare qualcosa anche se non importante o urgente, e a volte può bastare che un nostro amico lo accenda per farci nascere la voglia di tirarlo fuori..quando non lo abbiamo con noi ci sembra quasi che ci manchi qualcosa anche se in realtà non è così perché si può stare e passare delle giornate stupende e memorabili anche senza…il mio consiglio è di provarci!!

(A.T.; Ic -Fra Salimbene-)

Identikit della dipendenza dai videogames..

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I videogiochi possono provocare dipendenza, in questo breve articolo vorremmo cercare di spiegarne il perchè elencando 10 cause che sommate ad un periodo di vita particolarmente difficile possono far nascere questa problematica:

  • la moda (tutti parlano di un videogioco per cui rischi di esser escluso da varie conversazioni se non lo scarichi);
  • la competizione (giocare on-line con amici veri o persone reali è molto più stimolante che giocare contro il videogioco stesso, e questo può portarti a fare l’ennesima “ultima partita”);
  • periodo/fase di vita (il tempo passato sui games toglie tempo ai problemi della nostra vita per cui si può provare un senso di superficiale appagamento..semplicemente non pensiamo ai nostri problemi e crediamo di non averli..se non si affrontano però non scompariranno.. anzi!);
  • le chat (giocare vuol dire anche parlare con persone nuove);
  • la comodità (fare una partita di calcio al computer è nettamente più comodo e necessita meno organizzazione e sforzo piuttosto che una vera con i propri amici);
  • sperimentazione ( gli avatar ci consentono di “vivere” avventure in mondi e tempi diversi dal nostro);
  • re-start (se l’esito di una partita non ci soddisfa possiamo rigiocarla o non salvarla, nella vita quotidiana no);
  • meccanismi del gioco (bonus, divisione in livelli, grafica, gratuiticità, notifiche…sono tutte esche create per invogliarci a giocare);
  • meno responsabilità e pressione (se sbaglio nella vita reale tutti me lo sottolineranno, nel games sono solo);
  • giocare è bello e divertente (crea emozioni)..

Quello che vogliamo dirvi quindi non è di non giocare ai videogiochi, ma di farlo consapevolmente tenendo sempre presente questi 10 punti..

(G.N.e S.M.; IC -Salvo D’Acquisto-)

Ascoltare empaticamente..

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Può capitare che parlando con una persona ci accorgiamo che è triste e quindi che il primo pensiero che ci viene in mente sia quello di aiutarla. Questa è l’ “empatia”, ossia la capacità di capire/sentire i sentimenti degli altri che ci stanno accanto e saperli aiutare nel momento del bisogno.

Istintivamente quando ascoltiamo veramente una persona la guardiamo negli occhi, essi trasmettono emozioni positive o negative (rabbia, paura, tristezza, felicità, sorpresa, disgusto) che raramente sono trasmissibili attraverso una chat.

Generalmente ci sono diversi modi per capire quando qualcuno ci sta ascoltando: ciò accade quando ci sentiamo accolti (quando cioè il nostro interlocutore ci fa capire che ci sta ascoltando), o quando “si mette nei nostri panni” (dando il suo punto di vista senza cioè cancellare il nostro). E’ importantissimo, a nostro parere, sforzarsi di non dare/ricevere consigli poiché potremmo sottovalutare quello che pensiamo noi accettando la scelta dettata dall’esterno (in questo modo potremmo perdere fiducia in noi stessi e non aver quindi la forza di prendere decisioni). Anche fare domande che portano fuori argomento o lo semplicizzano, non aiuta una persona a confidarsi a cuore aperto (partendo dal fatto che sto raccontando un evento intimo o negativo e che quindi mi sto sforzando, vorrei esser ascoltato perchè mi sto in un qualche modo sfogando!).

Ascoltare veramente qualcuno significa quindi entrare in contatto con questo Altro e con pezzi passati di se, accogliere emozioni e stati d’animo non sempre positivi; cosa assolutamente non facile e non automatica, ma al contrario Arte alla quale bisogna dedicarsi facendo costante allenamento e attenzione.

(A.F. e B.S.; IB -I.C.Montebello-)

“Per essere apprezzati…”

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I ragazzi, soprattutto della nostra età, hanno tendenza a seguire le “mode” o semplicemente a seguire ciò che fanno gli altri; facciamo questo per sentirci apprezzati e per non sentirci “diversi”. Questo però se da una parte ci crea sicurezza, dall’altra può causare la “mancanza di personalità”, cioè il fatto di non avere una propria personalità ma essere come gli altri vorrebbero, a scapito del proprio benessere.

Può infatti accadere che una persona inizi a fare una determinata cosa solo perché la fanno gli altri, come se si sentisse obbligata.. Alcune volte, inoltre, se non si segue una certa persona o moda, come abbiamo già detto, ti senti diverso e inizi a essere considerato “strano” e a riceve atti di bullismo. Gli atti di bullismo possono anche essere semplici prese in giro prolungate, ma che colpiscono a fondo l’animo di una persona che sentendosi diversa inizia quasi a sentirsi sbagliata e quindi ad isolarsi dal mondo per paura degli altri; come mostra bene questo video trovato su youtube il bullismo può esser considerato proprio come una cicatrice che non abbandona mai chi lo subisce..

https://youtu.be/rbx0qbEEzyU

(B.C. e D.W.L.; IB -Salvo D’Acquisto-)

Quante volte ci sentiamo dire di fare altre attività invece che videogiocare?

 

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Quante volte ci sentiamo dire di fare altre attività, invece di videogiocare? Secondo il sito web “On-Line Gamers Anonymous”, videogiocare troppo potrebbe diventare una sorta di necessità, e ora dopo ora potremmo non riuscire più a farne a meno compromettendo vari settori della nostra vita. Durante il progetto “cittadinanza digitale” abbiamo parlato di come i videogiochi possano trasformarsi da divertimento a pericolo, ma solo in persone che attraversano fasi di vita difficili e che utilizzano questi giochi per scappare dalla realtà..in questi ragazzi il tempo dedicato ai videogiochi assorbe grandi parti della giornata, rischiando di non lasciare più il tempo a hobby molto importanti per noi..Un altro fattore importante riguarda, a mio avviso, l’aumento dell’aggressività; prendiamo ad esempio il gioco GTA 5 in cui si prendono a pugni le persone e si spara per la città..tutte queste immagini potrebbero farci abituare alla violenza e al sangue, non facendoci poi provare le stesse emozioni nella vita reale davanti ad un avvenimento simile..Giocare troppo infine, può farci perdere i riflessi e l’attenzione oltre che isolarci dal mondo dei nostri amici !!

Non vogliamo incitarvi a non giocare ma solo farvi stare attenti su quanto, a cosa, e come giocare !!

(C.N. e C.DR.; ID -Salvo D’Acquisto-)

 

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