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più consapevoli di come usiamo internet = più liberi

Vita da social o perfezionismo?

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Le persone sui social pubblicano foto che falsificano la realtà e che le fanno sembrare ricche sia di talento e anche di soldi; solitamente lo fanno per avere like, perché sono influenzati e vogliono diventare influencer, ma soprattutto per non essere inferiori alle altre persone.

Se notate sui social è tutto bellissimo e perfetto, perché è quello che la gente vuole vedere e quello che tu voi che pensino di te, la: perfezione; e questa perfezione non è per noi ma per gli altri.

In questo però ci sono anche effetti negativi come perdere i veri amici, dedicare poco tempo a se stessi e a fare le cose ci fanno stare bene e non ti accorgi di quello che ti accade intorno.

(Aurora 2^b San Possidonio)

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..cosa postiamo?

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Sui social network spesso mettiamo foto di ogni genere ma che molte volte non rispecchiano la realtà.

Magari pubblichiamo quelle “non vere” per paura del giudizio degli altri, per ricevere più like oppure perché è più semplice e comodo,

Se una persona non ti conosce, inoltre,  vedendo le tue foto si potrà fare un’idea più bella di te, oppure potrebbe servire a dimostrare di non essere inferiore agli altri.

(Martina, IIa; San Possidonio)

NOI vs Cyberbullismo

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Oggi la protezione su internet è molto importante, anche e soprattutto per Noi minorenni anche se ci sentiamo molto esperti; per protezione intendo una sorta di rispetto nei confronti di noi stessi e degli altri..amici, conoscenti o sconosciuti.

Sui social infatti, bisogna stare attenti a ragazzi che postando foto o commentando, riescono a far star male centinaia di persone

Nel caso succedesse qualcosa di simile, io consiglio di intervenire il più velocemente possibile parlandone con adulti (genitori, parenti, professori, allenatori) per non rischiare di far abbattere moralmente chi non ha fatto nulla di male e magari è una persona molto fragile in questo periodo.

(Diego,IIb -San Possidonio)

Perché esistono gli “haters” e non i “lovers”?

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Secondo me è difficile fare dei complimenti perché spesso i lati positivi di una persona vengono sottovalutati; perciò non ci si rende neanche conto di quanto in realtà valga ognuno di noi.

Credo che fare dei complimenti non provochi nessuna emozione, mentre invece riceverli faccia sentire bene, incoraggiati e felici. Esistono gli haters e non i “lovers”proprio perché è molto difficile dire ad una persona una cosa carina, ma è molto più facile far notare i lati negativi, pur non accorgendosi del fatto che la persona criticata potrebbe rimanerci molto male. Ricevere dei complimenti senza dover mostrare delle cose o delle foto è un gesto molto carino e apprezzabile, in quanto fa capire che la persona che li fa si è sforzata di trovare in noi dei pregi e ha trovato il coraggio di dirceli apertamente, senza aver paura.

Alessia (scuola S.Possidonio)

Influencer e …influenzabili (?)

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Ciao a tutti!

L’ultima volta che ci siamo incontrati abbiamo riflettuto sul termine “INFLUENCER”, sul suo significato e quello che comporta. Se c’è uno che “influenza”, significa che ci sono anche delle persone “influenzabili” e questa riflessione ha scaturito in noi un po’ di emozioni. Sapere che noi, popolo dei social, siamo considerati “quelli influenzabili”, ci ha fatto sentire manipolati, presi in giro, insicuri, considerati come persone senza cervello e come dei burattini che hanno poche scelte nelle loro decisioni. E voi come vi sentite all’idea di essere considerati delle persone “da influenzare”?

alla prossima! 🙂

Perché il video di “Guerriero” termina con un abbraccio?

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È incredibile come un abbraccio possa risolvere tutto…

Come possa risolvere anni e anni di prese in giro e offese.

Come possa risolvere pomeriggi chiusi in casa a piangere.
È incredibile ma succede…
Luca, S.Possidonio

Di cosa abbiamo bisogno per aprirci e comunicare con gli altri?

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Eccoci di nuovo qui! 🙂 Quest’anno scolastico siamo in trasferta!! Ci hanno chiamati da Concordia sulla Secchia, uno dei paesi più fortemente colpiti dal terremoto del 2012. Oggi abbiamo terminato la fase di presentazione del progetto nelle classi di prima, seconda e terza media e ieri sera abbiamo incontrato i genitori dei ragazzi che parteciperanno al progetto “Internauti Consapevoli”, sempre con l’obiettivo di aiutare i ragazzi a creare un maggiore clima di benessere tra loro e nel mondo digitale. Sono emerse tante riflessioni molto interessanti, una delle quali è stata: di cosa abbiamo bisogno per aprirci con gli altri? quali sono le condizioni che ci mettono a nostro agio per parlare di noi stessi? Quand’è che siamo felici di chiacchierare e quando invece risulta difficile e macchinoso? I genitori dei ragazzi, confrontandosi in gruppo, hanno trovato alcuni ingredienti che favorirebbero la comunicazione e che ora condividiamo con tutti, in modo che la riflessione possa continuare tra le mura di casa di tutti.

  • un clima leggero, di argomenti non troppo impegnativi per iniziare
  • che si ritagli uno spazio e un tempo apposta per la condivisione, uno spazio che non sia connotato dalla fretta e dai doveri quotidiani (“Non posso comunicare con te se non c’è uno spazio per farlo. Se c’è solo qualche breve ritaglio tra un lavoro di casa e l’altro non mi sento a mio agio”)
  • un clima di fiducia e non di prepotenza uno sull’altro
  • che non ci sia fretta, ma un’atmosfera di calma e che non comporti che dopo si debba correre all’impegno successivo
  • affetto e accoglienza, non giudizio da parte dell’altro
  • che l’altro non abbia in mano il telefono

Ciò che è emerso è stato che, se queste sono le condizioni che servono a noi adulti per comunicare e aprirci, molto probabilmente saranno le stesse di cui hanno bisogno i nostri figli e alunni quando interagiscono con noi… e voi, di quali altri aspetti avete bisogno per poter comunicare bene con gli altri? Quand’è che vi sentite a vostro agio?

Grazie a tutti i genitori che hanno partecipato all’incontro, alla dirigente scolastica e al vicario, per l’accoglienza e l’impegno che stanno tutti mettendo in questo progetto!

Sara Malagoli e Marco Camorali (psicologi del progetto)

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..cos’è il CyberBullismo?

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Il cyberbullismo è un modo di deridere, insultare e far star male gli altri attraverso internet; possiamo considerarlo come uno sfogo di rabbia che alcuni soggetti indirizzano contro altri. Le persone vittime di bullismo e cyberbullismo sono nella maggior parte dei casi innocenti: vittime o individuate a caso, o scelte in quanto giudicatie fragili e sole quindi facili da vincere. Purtroppo, spesso codeste si ritrovano al compimento di atti estremi, dovuti alla perdita di dignità e alle derisioni da parte dei propri “amici” o presunti tali.

Il cyberbullismo si può trovare in due forme: una virtualizzata classica portata avanti attraverso insulti leggeri, scherzi e piccole risate e una distruttiva che si esprime attraverso ricatti o insulti gravi e personali. Solitamente viene compiuto bullismo perché si è gelosi, perché ci si vuole sfogare e perché prendendocela contro uno più debole si ha la falsa percezione di essere forti; i bulli in realtà sono persone che nascondono la propria debolezza prevaricando sugli altri, ostentando la propria superiorità su soggetti considerati “inferiori”.

Mi e Vi chiedo: PERCHè SI ARRIVA A TANTO?

Questo fenomeno si può combattere, si deve combattere, bisogna cercare di parlare degli attacchi subiti con parenti, genitori, insegnanti o amici in modo da trovare una soluzione senza tenersi la “TEMPESTA”di sentimenti negativi dentro, al contrario il rischio è quello di esplodere distruggendo mentalmente la vittima. Non trasformiamo insulti in ricatti; il cyberbullismo può diventare molto peggio, una volta entrati in quel vortice, infatti, può essere molto lungo e doloroso uscirne se non adeguatamente aiutati..

BISOGNA ESSERE PiU’ FORTI, BISOGNA SFORZARSI DI ESSERE MIGLIORI CON GLI ALTRI PERCHE’ SIAMO TUTTI UGUALI !!!

(Giorgia G. & Aurora L. scuola Verdi)

 

“Favole in wi-fi”, una raccolta di storie per imparare a navigare con consapevolezza!

Il 29 gennaio, alla Feltrinelli di Via Farini di Parma, Christian Stocchi presenterà la sua raccolta di favole per far riflettere bambini e ragazzi sul mondo di internet ! Noi dobbiamo ancora leggerle..ma siamo molto curiosi di andare a vedere di cosa si tratta! Fateci sapere cosa ne pensate anche voi!!

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Vi lasciamo a questo indirizzo l’intervista che l’autore ha rilasciato per la Repubblica!

http://libri-parma.blogautore.repubblica.it/2017/01/20/christian-stocchi-una-favola-contro-cyberbulli-e-insidie-del-web/

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REALTA’ vs REALTA’ VIRTUALE

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“Quando guardiamo Instagram, possiamo subito notare che ci sono persone apparentemente “perfette”: belle, atletiche, salutiste, che mangiano cibi sani, che sono sempre alla moda. Nella maggior parte dei casi però stanno fingendo e la loro vita è ben diversa da quella che rappresentano su internet.
Queste sono le persone che utilizzano, a mio avviso, i social  nel modo errato. Invece di pubblicare le immagini a scopo creativo oppure per mostrare come si svolge la loro vita reale agli amici lontani o che non vedono frequentemente, mostrano una realtà inesistente solo per piacere AGLI ALTRI o per ottenere tanti commenti positivi (i “like” o gli “heart”).
Chi si comporta in questo modo finisce per imbrogliarsi da solo: entra in un mondo che esiste solo nella sua testa e sarà sempre meno in grado di affrontare la realtà.
Chi continua a fingere solo per piacere AGLI ALTRI potrebbe non piacere piu’ a se stesso, isolarsi e diventare triste.
I veri amici di queste persone potrebbero non riconoscerle più a causa del loro diverso modo di comportarsi e di vivere, che è soltanto virtuale, e poco alla volta potrebbero  abbandonarla.”

(Chiara F.,-IA, Maria Luigia-)

..ma perché van cosi di moda gli smartphone?

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Perché in Italia e nel mondo in generale van così di moda i cellulari?

Questa è a mio avviso una domanda molto interessante a cui tutti dovremmo cercare di dare la nostra risposta.

Prima, quando non esistevano, la vita era secondo me più facile bella e gioiosa, perché tutte le persone stavano insieme e vivevano emozioni intense mentre ora, a mio avviso, è diventata un po’ più brutta perché gli uomini non sembrano più interessati gli uni agli altri, ma sembrano vivere solo in funzione del proprio smartphone.

..immaginatevi una ragazza, una ragazza che si sveglia e la prima cosa che vede è suo marito che guarda il telefonino;

..immaginate ora un’altra ragazza che mentre riceve la dichiarazione di matrimonio dal suo futuro marito si accorge che l’uomo è intento anche a far un video per poter poi postare sui social l’evento ai suoi conoscenti;

..perchè un bambino che vuole giocare con i suoi amici si deve sentir rispondere che non possono perchè stanno giocando a “clash royal” quando si è usciti per stare tutti insieme?

..perchè un bambino che ha voglia di passar del tempo con i suoi genitori deve aspettare che finiscano di chattare su facebook?

Il cellulare se usato senza consapevolezza e senza farsi delle domande può rovinar delle amicizie o delle coppie felici che senza accorgersene si possono trovare a dar più importanza a quell’aggeggio maledetto che ai propri amici/compagni.

Connesso ad un uso inconsapevole del telefono, vi è anche il bullismo (molto sviluppato in tutto il mondo) così chiamato perchè i bulli scelgono vittime più deboli di loro e li prendono in giro. Il bullismo che utilizza il telefono per diffondersi attraverso messaggi brutti e offensivi nel web è definito cyberbullismo e non è meno pericoloso del primo..anzi!

I bulli sono, in realtà e oltre all’apparenza, persone molto deboli nel proprio cuore; per sconfiggere questo fenomeno l’unica via è quella di ABBRACCIARE IL BULLO, cioè sforzarsi di capire che in realtà è proprio lui il più debole che ha bisogno del nostro aiuto !!

(Matteo Z.; II’b-Maria Luigia-)

“L’ Arte del Selfie”

In settimana abbiamo “fatto visita” alla scuola elementare di Vicofertile “Padre Lino Maupas”, ad accoglierci abbiamo trovato quest’opera contemporanea dal titolo ” l’arte del Selfie” in cui i ragazzi di V’a e V’b hanno potuto ritrarre se stessi…su carta con matite e colori, liberi dai modelli e dalle inquadrature presenti sui social !

Non possiamo dir altro che: mi piace!!

L’importanza del silenzio

img_0891.. il Silenzio serve a riflettere su ciò che si ha:

momenti di silenzio durante la giornata possono aiutare ad entrare in contatto con noi stessi, per ascoltarci maggiormente, mettere a fuoco i nostri obiettivi e tener lontane ansie e paure che chiunque può incontrare nella propria vita quotidiana.. capendo più a fondo se stessi si potranno capire più a fondo anche gli altri in modo da poter vivere tutti insieme nel modo più sereno e felice possibile !

(Giulia C.; Ic Maria Luigia)

Preferiamo che un amico ci venga a trovare o che ci scriva un messaggio?

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Ecco, questa è la domanda che mi faccio quando sono solo. Io preferisco che i miei amici mi vengano a trovare piuttosto che mi mandino un messaggio; mi sento sicuramente meglio quando ho qualcuno accanto al mio compleanno, quando sono triste, quando non sto bene, ma anche quando sto a meraviglia! Perchè così sento di fidarmi di quella persona, perchè, se mi arriva un messaggio con scritto “Tanti auguri P.!” non so se lo pensa davvero; invece, faccia a faccia, se mi viene a trovare, capisco quello che prova e che sono importante.

P., scuola Toscanini Parma

Perché è più facile fare quello che fanno tutti ed è più difficile SCEGLIERE?..perchè ci uniamo ai cyberbulli?

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La domanda che ci è stata posta è: “come mai se un ragazzo popolare prende in giro qualcuno, poi è più facile che anche gli altri lo facciano?”

Già… chissà perché… E’ difficile rispondere.

Io penso sia perché è più facile seguire gli altri, mischiarsi nella folla, puntare il dito contro, invece di essere puntati. Comodo, eh?

Ma confesso che anche io a volte mi nascondo dietro gli altri, a volte punto il dito contro qualcuno. Perché opporsi a qualcuno di popolare ti fa venire paura di essere esclusi, di venire puntati.

Ma come mi sento in quei momenti? Al sicuro? A volte si, ma altre (sempre più frequenti) mi sento strana, in colpa, mi sento una codarda. Perché in fondo è questo chi indica qualcun altro con il dito, isolandolo, spingendolo via da sé, mentre lui è al sicuro nell’ anonimato. Ci si potrebbe scusare dicendo: “ok ma non ero l’unico”. Se ci chiedessero: “cosa state facendo?” potremmo rispondere: “non è una idea mia. Non è colpa mia”. E allora? Che cosa importa? E’ anche colpa nostra se la “vittima” sta soffrendo. Siamo anche noi dei “persecutori” se non prendiamo le sue difese. Non siamo gli unici, ok, ma è un buon motivo per non smettere?

 In fondo, sono queste le domande che ci fanno capire chi siamo e da che parte vogliamo stare. E non importa se si hanno 12 anni oppure 46 o 90. La domanda è sempre la stessa: “Abbiamo il coraggio di essere noi i primi ad aiutare un amico preso in giro (cosa che un giorno capiterà a tutti)? Abbiamo il coraggio di opporci a chi è popolare? Di dire “no basta, io non ci sto” ?

Io spero di poter rispondere si.

M. S. Z., 2E (scuola media Fra Salimbene)

Quanto tempo è giusto passare su internet o ai videogiochi?

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Questa è una delle domande che più spesso ci fanno i ragazzi…ma c’è una risposta valida per tutti? Un consiglio standard a cui fare riferimento?

La risposta è : imparate ad ascoltarvi e ad ascoltare il vostro corpo…chi meglio di voi sa quando è tempo di mettere da parte le tecnologie o usarle per chiamare un amico e fare un giro? ascoltare un po’ di musica, andare al parco, mangiare una pizza super-unta, fare a gara a chi si mette meglio lo smalto?

Certo, all’inizio non sarà semplice..il tempo al computer o sui video giochi trascorrerà probabilmente molto veloce (leggete gli altri articoli per capire come mai…e come fanno ad attirare tanto la nostra attenzione! 😉 )..e allora potete chiedere una mano a un genitore, un amico o a un timer sul telefono che vi dica quando smettere e che è trascorso troppo tempo…ma quando focalizzerete l’attenzione sul vostro corpo, sarà lui a darvi dei segnali! Il vostro corpo siete voi e se iniziate ad avere mal di testa, sentite che le gambe “friggono”, che gli occhi iniziano a bruciacchiare un po’..beh..quello è il segnale di stop! Un segnale che arriva direttamente da voi stessi e che va ascoltato perchè vi indirizza verso la felicità.. è come se vi stesse dicendo “Hey Johnny, se continui così non saremo felici! Molla qui il tablet che adesso abbiamo voglia di fare altro!” . Il corpo è un nostro alleato, sa molto bene cosa ci fa stare bene e cosa ci rende tristi!

…e dopo aver ascoltato i segnali di stop??? non vi resta altro che lanciarvi su una di quelle cose/attività/amico…che vi fanno sentire felici 😀

Sara Malagoli (psicologa)

 

 

 

Videogames vs Vita reale

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Secondo noi quali sono le differenze tra il gioco reale e quello virtuale? Le differenze sono tante e ben evidenti: innanzitutto nel gioco virtuale non si ha il rapporto faccia a faccia con le altre persone, e questo può portarci a preferire il primo per evitare le critiche dirette e le conseguenti emozioni di imbarazzo e vergogna anche se il secondo ci da più soddisfazione. Nei videogiochi si ha la possibilità di “resettare la partita” (mentre nella vita reale si ha solo un’occasione perciò si da tutto per riuscire nell’ intento); si può scegliere la “modalità facile” per vincere da subito e senza fatica (nella vita reale al contrario per vincere bisogna impegnarsi continuamente e sudare) e si può “metter in pausa” per prendere tempo e prepararsi al meglio. La differenza più visibile è sicuramente che nei “games” basta muovere le dita comodamente seduti sul divano mentre nei giochi al parco si corre,si suda, ci si relaziona agli altri e non si devono seguire delle missioni decise da altri ma si può fare ciò che si crede migliore. Sicuramente i videogiochi permettono di sperimentarsi in avventure nuove in mondi inventati ma in fin dei conti restano sempre una simulazione di qualcosa di virtuale, che finisce nel momento in cui spegnamo la console. Il gioco virtuale infine può causare dipendenza mentre il gioco reale crea solo divertimento e stimoli positivi.

Detto ciò vi consigliamo di raggiungerci al campetto!!

(Sean Id, Luca Ic, Cristian Ia -Scuola Verdi-)

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