Questa lettera è stata scritta da una ragazza come noi ed è stata inviata alla redazione di una rivista su cui Umberto Galimberti tiene una rubrica. Ve la proponiamo perchè ci sembra una buona provocazione e uno stimolo per riflettere su alcune tematiche a cui il nostro blog non ha mai dato attenzione, ovvero quella del confronto che i social network ci obbligano costantemente a fare con la vita degli altri. Buona lettura!

ImmagineLei è su Facebook? Io sono scappata dalle foto di amici, fidanzati, grigliate, dal tasto “mi piace” e dalle richieste di amicizia circa un anno fa, poco prima dell’esame di maturità, e ho cancellato la mia iscrizione al sito. Mi sentivo tremendamente inadatta. Nella mia pagina non c’erano foto di discoteche, non c’erano baci romantici davanti al Ponte Vecchio, non c’erano messaggi delle mie amiche che mi scrivevano quanto ci divertissimo insieme. A ogni momento di noia ero là, a controllare gli altri e a confrontare la loro vita con la mia, non certo vuota di impegni, ma sicuramente meno caotica e travolgente di quanto mi sembrasse quella dei miei “amici” virtuali. Mi sentivo inadatta e inferiore, ma allo stesso tempo trovavo gli altri irrimediabilmente finti.

A cosa serve far sapere alla rete artificiosa dei tuoi amici, conoscenti e mai visti che non sei più single? é appena mancato un tuo parente, stai andando al mare, stai studiando in biblioteca, hai fatto un incidente in macchina e perchè, per prima cosa, lo scrivi su facebook? Per non parlare delle microcitazioni dei vari Pasolini, Bukowski, De Andrè e altri seminate qua e là. Capisci e condividi quello che leggi e che osservi o ti spacci solo per un giovane intellettuale alla moda? Insomma: fai le cose per il gusto di farle o per mostrarti?

Voi cosa le rispondereste?  

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